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La penna del diplomatico

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Libri fotografici sulle Missioni diplomatiche italiane


Sono stati pubblicati diversi libri che riguardano le residenze degli Ambasciatori o altri Palazzi di rilievo all'estero di proprietà dello Stato italiano utilizzati per ospitare le nostre Missioni diplomatiche.

Nella maggior parte dei casi si tratta di libri con numerose fotografie ed un testo - spesso sia in italiano che in inglese - soprattutto dedicato alla storia degli edifici. In molti casi si tratta di libri stampati in tirature abbastanza limitate in edizioni fuori commercio e quindi difficilmente reperibili.  In altri casi si tratta di libri stampati da case editrici specializzate in libri di arte ed anche in questo caso la reperibilita' e' limitata, passati pochi anni dalla loro publbicazione.

Tra i volumi che appartengono a questa categoria che sono stati curati da diplomatici, si possono ricordare quello curato da Gaetano Cortese, L'Ambasciata d'Italia a Bruxelles, (2000, pp.93) disponibile sia in versione italiana che francese; Ferdinando Salleo ha invece curato L'ambasciata d'Italia a Mosca, 1992 (Hyde Park Books, London, 1992, p.85) disponibile sia in versione italiana cheItalian embassy in Moscow inglese; Maurizio Moreno è stato il curatore de L’Ambasciata d’Italia a Praga (Istituto italiano di cultura, Praga, 1997, p.77); Luca Daniele Biolato (insieme Tadeusz Jaroszewski) Il Palazzo Szlenkier: Ambasciata d’Italia a Varsavia (bilingue italiano/polacco); e ancora quello curato da Pasquale Baldocci, La Residenza dell'Ambasciatore d'Italia in Tanzania, (Editore Guerra, Perugia, 1993, pp.50) bilingue italiano/inglese. Di recente si è anche aggiunto il libro L'Ambasciata d'Italia a Berlino (Nicolai, Berlin, 2005, pp.96), curato da Silvio Fagiolo, dedicato alla nuova sede dell'Ambasciata inaugurata nel 2003. Proprio quest’ultimo riassume bene il significato alcuni di questi edifici possono avere: “Le Ambasciate sono spazi che riassumono talvolta suggestivi e drammatici percorsi umani e politici nelle relazione tra popoli e paesi”.

Sempre nel 2005 Stefano Ronca ha curato la pubblicazione di L’Ambasciata d’Italia a Bucarest (Effective srl, Bucarest, 2005, pp.75). Anche in questo libro il curatore fornisce un’interessante descrizione delle residenze diplomatiche: "Per il diplomatico la casa riveste un’importanza maggiore di quella che può avere per esponenti di altre professioni. Dalla residenza di un ambasciatore ci si attende che essa rifletta il carattere, il gusto, la cultura, l’ospitalità ed il calore del paese che rappresenta."

Dall'iniziativa di Amedeo de Franchis nasce il libro dedicato all’Ambasciata d’Italia in Spagna pubblicato da Franco Maria Ricci editore (Bologna, 2005, pp. 130). Il libro, ricco di fotografie, contiene testi, bilingue italiano e spagnolo, dello stesso Amedeo de Franchis, di Gabriele Finaldi e di Delfìn Rodrìguez. La sede dell’Ambasciata d’Italia a Madrid è il Palazzo dei Marchesi di Amboage, costruito da Joaquìn Rojì agli inizi del 1900. Il volume contiene una sezione, scritta da Amedeo de Franchis, dedicata alla visita guidata ai saloni della Residenza dell’Ambasciata con una dettagliata descrizione degli ambienti dell’edificio. Un’altra sezione, ampiamente illustrata, è dedicate alla collezione dei dipinti, soprattutto costituito da quadric del Seicento e del Settecento, che decorano le sale della Residenza.

 Altri libri di questo genere sono stati dedicati all’Ambasciata d’Italia a Lisbona (Lisbona, 2004, p.64), all’Ambasciata d’Italia a Londra (1989, p.69), all’Ambasciata d’Italia a Vienna (De Luca, Roma, 1987, p.139), all’Ambasciata d’Italia a Tokyo e il suo giardino (Grafimaide, Padova, 1993, p.81)

Sempre a proposito di edifici legati all'attività diplomatica, la raccolta più completa e' sicuramente la collana di otto volumi pubblicati tra il 1969 ed il 1989 da Mariapia Fanfani dal titolo "Le Ambasciate d'Italia nel Mondo". Sono 113 le sedi diplomatiche che sono state documentate (così come i relativi Paesi in cui si trovano) negli otto volumi.

Questa è la genesi dell'opera, così come viene descritta da Leonardo Vergani Nel VII volume: "Mariapia Fanfani iniziò negli Anni Sessanta i suoi reportages fotografici. Approdò, come tutti i giornalisti che si trovano in paesi stranieri, dilaniati dalla guerra e dalle calamità naturali, nelle sedi delle nostra Ambasciate, là dove il personale diplomatico si trova costantemente in prima linea. Fu allora che pensò di dedicare questi volumi - oramai sono sette - alle Ambasciate, a quelle case d'Italia che rappresentano non soltanto la voce del nostro paese all'estero, ma che sono punto di incontro, di meditazione, di pronto intervento. Sono le nostre Ambasciate che lavorano, in condizioni estremamente difficili, per fa continuare il discorso della pace, per salvare i  nostri connazionali che spesso nei conflitti del Terzo Mondo rischiano, innocenti, la morte. Sono le nostre Ambasciate che, con sempre maggior frequenza, riescono a far proseguire un dialogo in un mondo sconvolto dal terrorismo più spietato e cieco, evitando che il filo, il sottilissimo filo della speranza si spezzi. E sono le nostre Ambasciate che nella tragedia del nostro vivere quotidiano diventano punti di riferimento insostituibili."


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last update 23/09/08 - © Stefano Baldi

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